Il flagello degli orchi stava tornando
vittorioso alla fortezza della luce, (nonostante le critiche di mio
fratello sul nome del gruppo), quando all'improvviso venimmo
attaccati da un branco di digustodi ibridi uomini-uccello. Tali
creature, chiamate volturi, hanno l'abitudine di attaccare gli ignari
viaggiatori dall'alto. Come al solito furono lame e frecce a cantare
insieme alla mia voce. A quel punto entrò in gioco un nemico
terribile, una presenza che mi precede, la sfortuna. Avete presente
che si dice che i nomadiani portano sfortuna? Ecco, la sfortuna dei
nomadiani è nulla in confronto a quella per cui io, il grande
menestrello Dirk Daske sono tristemente famoso. Stavamo massacrando i
volturi, solo due ne rimanevano vivi, di cui uno parzialmente
soggiogato alla mia volontà. In quel momento smisi di suonare per
mettere mano alla mia spada dicendo "Tanto ne rimangono solo un
paio", udendo le mie parole mio fratello iniziò a bestemmiare
il dio della luce, quello della morte e anche un paio di bestie
sovrane dalle fattezze suine. Probabilmente anche uno dei volturi
venne ispirato dalle mie parole, perché una volta rimasto solo
iniziò a menare colpi a destra e a manca mandando al tappeto Tarik
il Moro e ferendo gravemente Hugen. Senza demordere spedimmo il
corvaccio a far compagnia ai suoi compagni.
Tornati alla
fortezza della luce Tarik cercò qualcuno su cui riversare il proprio
affetto dopo essere stato ferito e adottó un cane da guerra, intanto
che grazie alle taglie noi ci riempivamo le tasche con così tanti
fiorini che i nostri borselli non erano sufficienti per portarli
tutti.
Nonostante le teste dei nostri nemici fossero rotolate ai
piedi dei locali amministratori della giustizia non ci crogiolammo
nel nostro successo, il male non riposa mai, gli eroi devono essere
quindi sempre pronti.
Dunque ci rimettemmo in viaggio...

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